Le Terre Di Hadrack

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Storia
view post Posted on 30/7/2008, 16:08P_QUOTE
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/11/2009, 23:58


In un tempo lontano, nelle terre di Hadrack, regnava incontrastata la pace.
Vampiri, Lican, Fate, Umani ed Elfi vivevano ognuno nelle proprie terre. Ma il potere, si sa, è sempre apparso più affascinante di una vita semplice e tranquilla.
Un giorno infatti un uomo desideroso di allargare i propri domini, riuscì a persuadere tutti i suoi concittadini e parte dei Lican, ad indire una guerra contro le terre vicine, abitate dai vampiri, col pretesto di vendicare tutte le vittime dei Bevitori di sangue.
Così per moltissimi anni, le terre di Hadrack furono sconvolte da una feroce e devastante guerra, che vedeva coinvolte tutte le razze, eccetto gli Elfi, perchè neutrali e la maggior parte delle Fate.
Solamente dopo tantissime stragi, i combattenti si resero conto di dover porre fine alla guerra e si coalizzarono per uccidere il tiranno e tutti coloro che ancora stavano dalla sua parte. In seguito le terre e i popoli cominciarono a riprendersi ed a condurre una normale vita, sebbene la pace tra loro non sia mai stata raggiunta.
Tuttora vi sono degli scontri fra le varie razze, dettate dagli antichi odi...
Sarà mai possibile raggiungere una pace fra i popoli? O quest'odio farà scaturire nuove guerre?



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...Combattere,fallire,combattere ancora,fallire ancora,combattere ancora...fino alla vittoria...
Questa è la logica del popolo, ed esso non andrà mai contro questa logica.
Mao Tse-tung



Il veleno
Il vino sa rivestire il più sordido tugurio
d'un lusso miracoloso
e portici favolosi fa sorgere nell'oro
del suo vapore rosso
come il tramonto in un cielo nuvoloso.

L'oppio dilata le cose sconfinate,
estende quelle illimitate,
scava nella voluttà, approfondisce il tempo,
e di piaceri cupi e neri
smisuratamente l'anima riempie.

Ma non c'è confronto col veleno che stilla
dai tuoi occhi, i tuoi occhi verdi,
laghi in cui l'anima tremando capovolta si specchia...
Per dissetarsi la turba dei miei sogni
accorre a quegli abissi amari.

Non c'è confronto col terribile prodigio
della tua saliva che mordendo
nell'oblio l'anima mi affonda e con impeto
di vertigine, senza rimpianti, sempre
più fioca alle rive dei morti la trascina.
C.Baudelaire




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